Heat 97- Clippers 79. Tutto troppo facile per Miami…
Nella domenica in cui tutti i riflettori erano puntati sul Super Bowl di NFL, l’evento sportivo largamente più atteso negli States, l’incontro tra Miami Heat e Los Angeles Clippers è passato tuttavia non inosservato, almeno da parte nostra… I Clippers, guidati dal talento di Blake Griffin e dall’esperienza di Baron Davis, giungevano al sole caldo di South Beach privi di Eric Gordon e con uno stato di forma non troppo esaltante. Gli uomini di Erik Spoelstra, dopo i successi in serie dell’ultima settimana, erano tuttavia vogliosi di vendicare la sconfitta subita allo Staples Center qualche settimana fa, definita dallo stesso head coach dei Miami quale orribile e terrificante.
Davanti, quindi, alla miriade di ragazzini che popolavano l’American Airlines Arena, in occasione del “Kid’s Day”, i presupposti sulla carta per Dwyane Wade e compagni erano particolarmente rimarcati e segnati in rosso…
Partiamo quindi con la cronaca del match.
Le indicazioni dei primi minuti di gioco offrono spunti tutt’altro che positivi per gli Heat. Dopo solo 5 minuti di gioco, cominciano ad essere già troppe le palle perse da Miami. Si nota tanta approssimazione in attacco ed in generale l’approccio al match non sembra essere quello dei migliori. I Clippers, dal canto loro, affidano la loro produzione offensiva ai canestri di un ispirato Ryan Gomes, in verità non sempre contrastato a dovere. Le prime buone notizie però non tardano ad arrivare… I primi cenni di risveglio arrivano proprio dalla difesa: lo scopo è quello di mettere fuori ritmo Baron Davis e di arginare inizialmente lo strapotere fisico nel pitturato di Blake Griffin. Con il primo canestro di Dwyane Wade dopo 6 minuti di gioco, Miami fa sostanzialmente il suo ingresso in partita anche nell’altra metà campo. Il gioco ristagna tuttavia in possessi non sempre gestiti nel migliore dei modi, per cui ci si affida alle soluzioni dei singoli. In particolare è Wade che comincia ad accendere gli animi tra i presenti con qualche scorribanda caratteristica. Il risultato, a pochi minuti dal termine del primo periodo, è ancora in sostanziale parità, ma la sensazione che si ha è quella di assistere ad una noiosa partita… Al termine della prima frazione, saranno già troppi i turnovers per entrambe le squadra: 7, in particolare, per Miami.
La speranza che il secondo quarto riservi più emozioni diviene abbastanza concreta nel vedere Chris Bosh, finalmente, apportare un approccio più aggressivo alle sue soluzioni offensive. Sarà ancora approssimativa la sua condizione, dallo stesso attestata intorno al 70%, ma cominciavamo a sentire la nostalgia del talentuoso ragazzo di Dallas. Miami comincia a salire di colpi in difesa ed affida a Wade il compito di guidare le rapide transizioni offensive. E’ il nativo di Chicago difatti a suonare la sveglia per i compagni, apportando notevole sostanza anche negli aiuti difensivi, oltre che a rimbalzo. Con la tripla dallo stesso realizzata ad 8 minuti dal termine della prima metà di gara, Miami si porta avanti di nove lunghezza. Vinnie Del Negro corre ai ripari, inserendo il suo uomo più pericoloso, Ryan Gomes, che lo ripaga convertendo subito due possessi in 5 punti totali. E’ time out Miami dopo 6 minuti di gioco con punteggio fissato sul 37 a 27, vantaggio Heat. Sarà che ultimamente gira tutto bene, ma ancora una volta gli Heat escono particolarmente determinati dal time out. Con la spettacolare inchiodata di Bosh, Miami, per la prima volta, è avanti di 10 punti. Il vero fattore però della gara sarà rappresentato dalla difesa: Joel Anthony, coadiuvato da un utile LeBron James, comincia a cancellare dal gioco e dai rimbalzi Blake Griffin, le rotazioni difensive di Miami assumono rilievo imponente per l’andamento della gara ed a nulla valgono le continue correzioni apportate da Del Negro. Con la tripla di Mike Miller, sempre utile anche in difesa e sotto i tabelloni, ed uno spettacolare movimento in post di LeBron James, Miami piazza un parziale di 12 a 2. Gli Heat fuggono via, imponendo la propria forza difensiva, tenendo i Clippers, dopo la fine del primo tempo, al 32% dal campo e limitando i danni nel proprio pitturato. Si va alla pausa con Miami avanti 47 a 46.
Che Dwyane Wade fosse in serata, lo si era capito già nel primo periodo… E difatti, la terza frazione di gioco comincia proprio col capitano di Miami a puntellare il canestro avversario ed a punire senza indugi una difesa incapace di tenerlo a bada. All’iniziativa partecipa attivamente anche Chris Bosh, che, senza nemmeno troppe difficoltà, trova rapidamente la via del canestro. La sensazione è quella che i Clippers, siano già davanti alla TV, nell’attesa del Super Bowl. Con l’ingresso in campo di Joel Anthony, James Jones e Mike Miller, per un attivissimo Dwyane Wade, gli Heat si avviano a concludere il quarto di gioco amministrando il vantaggio ai limiti della doppia cifra.
L’ultimo periodo è la “casa” di Eddie House. Dovrebbero saperlo anche i giocatori di Del Negro, che lasciandolo pressochè indisturbato, consentono all’ex Boston di realizzare i primi 5 punti di Miami. Il parziale dato vita da House si chiude con un 9 a 0 per Miami che esautora definitivamente dal match i Los Angeles Clippers. Da segnalare, in onore alla cronoca, un volo di Chris Bosh in prima fila nel recuperare un pallone (!!!) ed un brutto fallo di House su Griffin… Gli ultimi minuti di gioco, in pieno garbage time, sono buoni per Carlos Arroyo e Juwan Howard, ai limiti delle rotazioni di Spoelstra, a gestire l’ampio vantaggio. La partita si conclude sul 97 a 79 per Miami.
Una vittoria giunta senza nemmeno troppe difficoltà. I Clippers difatti sembrano la copia sbiadita della squadra che ci ha battuto il mese scorso. Sarà anche l’assenza di Eric Gordon ad aver influito, ma affidare l’intero peso dell’attacco al pur bravo Blake Griffin mi sembra particolarmente improduttivo. Miami, pur non giocando la miglior partita, ha dimostrato di difendere con astuzia e preparazione, annullando il pick and roll avversario, apportando aiuti notevoli nel pitturato contro Griffin e lottando con tenacia a rimbalzo. E’ bastato, sotto questo aspetto, poco meno di un periodo giocato con intensità…

BOXSCORE MIAMI: PUNTI: Wade 28, 16 bosh, 15 House; RIMBALZI: 8 Wade, 7 Jones, 7 Bosh; ASSISTS: 4 James.
Note a margine: Miami ha tenuto i Clippers ad una percentuale di tiro dal campo del 32,5%. Troppi i turnovers per entrambe le squadre: 19 per i Clippers, 13 per gli Heat. Miami è alla sesta vittoria consecutiva. I Clippers, invece, alla terza sconfitta di fila. Curioso l’invito rivolto da James ad House dopo il brutto fallo su Griffin: “Mi attende il Superbowl, dai…”.
