Hawks 90 – Heat 98. Una vittoria che vale oro…
Il calendario NBA non impone soste di alcun tipo, nemmeno a seguito della prestazione convincente offerta contro Boston… Lo sanno bene i Miami Heat già impegnati la notte scorsa a contendere la vittoria agli Atlanta Hawks, promossi già con consistente anticipo ai prossimi Playoffs. Una sfida particolarmente sentita per Mike Bibby, alla prima uscita in maglia Heat di fronte al suo ex pubblico; più in generale, l’occasione per gli Heat di consolidare la posizione agguantata la notte precedente, in vista dei futuribili scenari prospettabili al termine, ormai prossimo, della stagione regolare.
La partita inizialmente è retta dall’equilibrio in campo tra le due squadre. Miami, in verità, comincia a fare un po’ di fatica a contenere i lunghi di casa nel proprio pitturato, ma trova con LeBron James l’occasione proprizia per allungare nei minuti finali del primo periodo. L’asso di Miami difatti realizza gli ultimi 7 punti dei suo nel quarto, portando Miami avanti di 5 lunghezze al termine della frazione.
La gara continua ad essere giocata con scarsa intensità da ambo le squadre: gli Heat, per l’occasione, non hanno troppe difficoltà a gestire bene il piccolo margine di vantaggio accumulato in precedenza. A metà del quarto, si rivede in campo Dwyane Wade. Grazie al proprio capitano Miami allunga ulteriormente, portandosi a 10 punti da Atlanta, tuttavia ancora in partita poichè favorita dalle troppe palle perse degli ospiti. Dopo la metà del periodo, però, gli Heat trovano lo spunto necessario per portare definitivamente dalla propria parte l’inerzia della gara, realizzando punti con una frequenza disarmante grazie a LeBron James e Dwyane Wade. E’ difatti un lay up del numero 3 di Miami a concludere la prima metà di gioco sul punteggio di 62 a 46, vantaggio Heat.
La reazione degli Hawks non si intravede nemmeno ad inizio di ripresa. Miami non trova grossi problemi ad arginare le velleità dei padroni di casa, e sembra avvantaggiarsi nuovamente della situazione creatasi, dopo la metà del periodo. E’ difatti ancora LeBron James a dominare la scena della Philips Arena, regalando ai suoi il +20 di vantaggio con una splendida giocata in fade away. Gli Heat però perdono un po’ della convinzione necessaria negli ultimi minuti del periodo, consentendo ad Atlanta di riavvicinarsi sul -12, specie attraverso l’operato di Josh Smith.
Gli Hawks cominciano a prendere fiducia nelle proprie possibilità di rimonta ad inizio del periodo conclusivo, quando, favoriti da una gestione dei possessi pessima da parte degli ospiti, si riportano nuovamente in partita perlopiù grazie alla consistente produzione dei suoi comprimari, Zaza Pachulia e Jamal Crawford su tutti. Miami, ancora una volta, così come accaduto tante volte durante la stagione regolare, si trova a dover affrontare nuovamente una situazione di disagio totale, dopo essere stata avanti di tanti punti e dopo aver dominato in lungo ed in largo il campo… La rotta di avvicinamento di Atlanta, difatti, si completa grazie al tiro libero messo a segno da Jamal Crawford, per gentile concessione di Zydrunas Ilgauskas, espulso, a seguito della pallonata rifilata a Zaza Pachulia. Miami però reagisce d’istinto, trovando in James Jones l’eroe del destino del match. Il ragazzo di Miami difatti dapprima realizza una tripla dall’angolo, trovando anche il fallo e mettendo a segno il tiro libero supplementare, poi decide di perseverare nell’intento, trovando un nuovo canestro da tre sempre dallo stesso angolo per il + 7 Miami. Gli ultimi due minuti di gioco offrono poche indicazioni e valgono agli Heat di chiudere definitivamente il match grazie al canestro realizzato da LeBron James per il 98 a 90 finale.
La partita non è stata giocata inizialmente con grande intensità da parte dei due team. Miami ha dominato per i primi tre periodi, in verità non impegnandosi nemmeno più di tanto. E’ stata difatti troppo esile la resistenza offerta dagli uomini di casa. Nel quarto periodo, invece, si è concretizzata la rimonta degli Hawks, tutta frutto dell’apporto pervenuto dalla panchina. Miami ha trovato però la lucidità necessaria per reagire, stavolta senza improvvisazioni e regalando a James Jones l’occasione di essere il protagonista dei suoi per una notte.
Una vittoria che vale oro, specie per la disfatta celtica nella capitale, che regala il secondo posto matematico e la sfida al primo turno contro i 76ers.
P.S.: mi sarebbe piaciuto dedicare la copertina a James Jones, ma in assenza di una foto dello stesso, ho optato ancora per LeBron James.

