Heat 100 – Celtics 77. Miami distrugge Boston e si porta avanti.

Nell’assolato pomeriggio di Miami, davanti al pubblico della American Airlines Arena, si è assistito allo scontro più interessante dell’ultima fase di Regular Season tra i Miami Heat ed i Boston Celtics. In palio una buona fetta di motivazioni in vista dei Playoffs, ma anche e soprattutto la concreta opportunità riservata ai due team di stabilire l’ordine e la gerarchia della Conference di appartenenza, in quello che rappresentava perlopiù uno spareggio per la conquista della seconda posizione. Ad arricchire un piatto già di per sè succulento, il potenziale vantaggio del fattore campo imposto al titolare del seed #2, in vista della futuribile semifinale di Conference tra le due squadre. Miami si presentava al cospetto di Boston sotto di 3 a 0 nella serie stagionale, desiderosa di rivalsa nello sconfiggere la franchigia celtica, ultimamente però alle prese con un momento di difficoltà in risultati e prestazioni.

Vediamo subito com’è andata.
I Celtics partono subito forte: l’organizzazione difensiva ed una buona gestione delle soluzione offensive rappresentano subito un fattore per gli ospiti, che si portano subito in vantaggio per 11 a 2. Miami è invece ancora alla ricerca della propria identità, ed affidandosi a soluzioni individuali ed ad un’estemporaneità difensiva, favorisce oltre modo l’allungo dei rivali. Dopo il primo time out chiamato da Erik Spoelstra, i padroni di casa tentano di fare ufficialmente il proprio ingresso in partita, mostrando più abnegazione e trovando in LeBron James il giusto esecutore delle direttive del coach. La partita comincia ad essere davvero combattuta, anche nel risultato, ma è ancora Boston a comandare a metà del periodo, avvalendosi di Kevin Garnett, particolarmente ispirato. Miami decide di provare ad alzare l’asticella dell’intensità difensiva, pressando forte sull’uomo e difendendo bene sulle rotazioni. Tutto ciò costituirà il presupposto per la rimonta degli Heat, in svantaggio di una lunghezza al termine del primo periodo di gioco.
Il primo vantaggio per i padroni di casa è firmato da Chris Bosh, unico dei Big Three ad essere presente sul parquet nei primi minuti del secondo periodo. Ma è Mario Chalmers il protagonista per Miami con Wade e James fermi ai box. Il play di riserva, difatti, mostra subito una convinzione notevole, guadagnandosi plausi e minuti a scapito di Mike Bibby. Col risultato in equilibrio, Spoelstra decide di ripresenta in campo i Big Three a metà del quarto. Da questo momento in poi, Miami comincia a sciorinare un’aggressività ed un’energia insostenibile per Boston, che perde contatto col match. Gli uomini di casa ne approfittano con merito e si portano avanti di 7 punti al termine della prima metà di gara.

Alla ripresa dalla pausa lunga, è Mike Bibby ad aprire le danze per gli Heat con il suo primo canestro del match: un tiro da tre punti che val bene il vantaggio di 12 punti per i suoi. Da segnalare nei primi minuti del periodo, i sei punti realizzati da Zydrunas Ilgauskas che partecipa attivamente nell’aggravare la situazione per gli ospiti. Dopo un time out ordinato da Doc Rivers, i Celtics mostrano una timida reazione, realizzando un parziale di 5 a 0. Gli Heat non ci stanno: prima una veemente stoppata di Dwyane Wade su Ray Allen e poi un’incisiva azione in attacco di Chris Bosh, rispediranno al mittente la rimonta celtica. Il fattore però per Miami nei minuti finali del periodo è LeBron James, indiavolato come non mai a punire la difesa ospite: in jump shot, in penetrazione, con deliziosi assist grazie ai quali nemmeno Joel Anthony fa fatica a realizzare con comodità. Proprio grazie ad un schiacciata del centro canadese, Miami chiude il quarto avanti di 15 punti.
L’ultimo periodo si apre lì dove si era concluso, con Miami impegnata a tramortire gli avversari, in evidente stato confusionario. I ragazzi di casa premono di nuovo sull’acceleratore ad inizio periodo, realizzando in contropiede ciò che memorabili rotazioni ed una grande intensità difensiva producono con costanza per l’attacco. E’ il momento migliore per Miami che allunga, portandosi avanti di 22 punti e mettendo, forse in maniera definitiva, le mani sull’incontro. Alla metà del quarto però arriva una reazione d’orgoglio per i Celtics, che piazzano un parziale di 12 a 0, riportandosi per l’occasione a -10 dai padroni di casa. Ad interrompere però definitivamente la rimonta ospite, ci penserà ancora una volta LeBron James ed una tripla fortunosa di Mike Bibby per il nuovo +17 per Miami.
La partita sostanzialmente termina qui, con LeBron James quasi sadico nel punire ancora un’inerme difesa celtica e con ancora 3 minuti da giocare a cronometro. Spazio dunque al più classico dei “garbage time”, che frutterà in ogni caso la vittoria finale per gli Heat col risultato di 100 a 77.

Sebbene con qualche difficoltà iniziale, agli Heat è bastato giocare con una buona intensità e determinazione per avere la meglio su questi derelitti Celtics. Una vittoria che rappresenta un tassello fondamentale per la conquista definitiva della seconda posizione della Eastern Conference, ma che può assumere, se accolta e considerata con la dovuta umiltà, un significato importante per il cammino delle prossime settimane. Bisogna adesso concludere nel migliore dei modi la stagione regolare e prepararsi con impegno e dovizia di particolari ad affrontare serenamente, ma con convinzione, la delicata fase della post season.
Da segnalare, in conclusione, anche la prova positiva dei comprimari in maglia Heat, con Mario Chalmers e Joel Anthony sugli scudi, in termini di determinazione ed efficacia.

Uno dei fattori per la vittoria: l'aggressività di LeBron James.


BOXSCORE MIAMI. PUNTI: James 27, Wade 14, Bosh 13. RIMBALZI: Anthony 10, James 8. ASSISTS: Wade 8, James 7.

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