Heat 85 – Bucks 90. Una sconfitta che pregiudica la rincorsa al secondo posto della Conference.
Dopo aver giocato le ultime 5 gare lontani dal caldo sole della Florida, i Miami Heat nella notte si ripresentavano davanti al pubblico amico per affrontare i Milwaukee Bucks, già esclusi dai prossimi Playoffs, nella più classica sfida di fine Regular Season. Gli Heat, lanciatissimi verso il secondo seed della Eastern Conference però erano costretti a fare a meno di Dwyane Wade, alle prese con un infortunio non grave, maturato nella scorsa vittoria in New Jersey; spazio in quintetto a James Jones, preferito nell’occasione a Mike Miller…
Vediamo allora com’è andata.
La partita è particolarmente combattuta nella gestione dei primi possessi del match. Miami, tuttavia, comincia a subire da subito la presenza in pitturato dei Bucks, regalando troppe occasioni propizie agli ospiti per portarsi avanti di 8 punti alla metà del periodo. La situazione peggiora di colpo per i padroni di casa a causa delle tante buone occasioni al tiro sprecate e dei tanti turnovers, già 7 nel primo periodo; si consente così ai Bucks di allungare ulteriormente, +10 alle fine del periodo, ed a Luc Mbah a Moute di realizzare il suo personale record di punti realizzati in un singolo quarto (10 punti…).
Ad aggravare la situazione per Miami ci penserà poi l’ex Keyon Dooling, autore di due triple in apertura di ripresa, per il + 14 Milwaukee. La reazione degli Heat viene dapprima affidata a Chris Bosh e poi a LeBron James che, dopo la metà del quarto, con l’assist regalato a Joel Anthony, riporterà i suoi ad una lunghezza di distanza dai Bucks. Miami però commette ancora qualche errore di troppo al tiro, nonostante le buone opportunità, favorendo il vantaggio Bucks al termine della prima metà di gioco, col risultato di 45 a 40.
Dopo la pausa lunga, Miami ritenta di riportarsi a contatto con Milwaukee, riducendo nuovamente lo svantaggio: spettacolare la risposta di Mike Bibby che ricambia con la stessa moneta le due triple messe a referto da Carlos Delfino. Sarà però il tiro da tre realizzato da LeBron James quello buono per l’aggancio Heat alla metà del periodo. I Bucks però non mollano la presa e trovano con John Salmons un valido condottiero per portarsi di nuovo avanti; ancora una volta, però, sarà LeBron James a riportare la situazione in equilibrio al termine del terzo periodo, realizzando punti importanti e dispensando assists per i compagni.
Ad inizio periodo, con il gancio messo a segno da Joel Anthony, Miami si porta in vantaggio per la prima volta dal primo quarto. La partita però è ancora in costante equilibrio, con i Bucks particolarmente combattivi, specie grazie ai suoi uomini migliori. Alla metà del quarto, però, Miami piazza un piccolo allungo con Chris Bosh e LeBron James, ma, quando l’inerzia sembra essere dalla parte dei padroni di casa, gli Heat commettono ancora tanti errori al tiro che costano la rimonta e ed il nuovo vantaggio a 3 minuti dal termine dei Bucks, stavolta firmato da una tripla di Brandon Jennings. Sebbene sorretta ancora dal dinamismo di LeBron James, Miami, sotto di un punto, spreca nel minuto finale l’opportunità di riportarsi avanti, commettendo con Mike Bibby un fallo ingenuo in attacco sanguinoso anche per la tripla messa a segno dall’angolo da Carlos Delfino a 25 secondi dal termine, per il +4 Milwaukee. LeBron James si incarica di riportare i suoi a contatto, ma sbaglia il successivo tiro da tre per Miami, regalando ai Bucks la possibilità di allungare dalla lunetta. A nulla servirà poi la tripla messa a segno da Mike Miller, poichè Brandon Jennings realizzerà i successivi tiri liberi per Milwaukee che costano il 90 a 85 finale.
Doveva essere nelle previsioni una partita in cui dimostrare tutta la nostra superiorità, nonostante l’assenza di Dwyane Wade. Potevamo trovare una vittoria particolarmente utile per la scalata al secondo posto della Eastern Conference, invece, ancora una volta in questa stagione, siamo costretti a rincorrere i Celtics ed a complicarci il cammino verso ogni obiettivo prefissato. Una partita giocata male fin dall’inizio, in cui abbiamo sofferto oltre modo nel pitturato e difeso male sui loro esterni nei minuti finali. Abbiamo sprecato inoltre troppe occasioni propizie al tiro, nonostante le buone opportunità concesse dai Bucks, a cui, in ogni caso, va dato merito di averci creduto sempre, fino in fondo. Bisogna ripartire subito dalla prossima gara contro i Bobcats, sperare in qualche passo falso dei Celtics, per poi affrontarli nelle migliori condizioni domenica alla American Airlines Arena.
BOXSCORE MIAMI. PUNTI: James 29, Bosh 18. RIMBALZI: Miller 12, Anthony 11. ASSISTS: James 8.

