Heat 94 – Sixers 73. Miami stavolta convince ed allunga su Phila.

Vincere per dare seguito al risultato positivo ottenuto sabato scorso e consolidare in maniera perentoria il vantaggio del “fattore campo”. Questi erano gli obiettivi guida dei Miami Heat alla vigilia di gara 2; in verità un compito non agevole, specie per l’audacia e la determinazione mostrata dai Sixers nella precedente uscita, pur tuttavia ampiamente alla portata di Dwyane Wade e compagni.

Gli Heat incutono fin da subito un ritmo terrificante alla gara: ottima la pressione difensiva mostrata dagli uomini di Spoelstra, e tanta la determinazione presente tra i padroni di casa. Presupposti importanti questi per Miami, che valgono subito un primo allungo importante. A metà del quarto arriva il primo time out per Doug Collins ed i suoi Sixers, sotto già di 13 a 5. Gli ospiti ne escono particolarmente rinfrancati da quest’ultimo, cominciando ad imporre al proprio attacco il ritmo più consono alle proprie caratteristiche. Miami trova qualche difficoltà di troppo nell’arginare la velocità d’esecuzione avversaria, ma trova ugualmente le contromisure del caso, così come era avvenuto in gara 1, inserendo Joel Anthony e Mario Chalmers. Stavolta però gli Heat sono in controllo totale degli esiti del match, specie per le pochissime occasioni concesse agli attacchi avversari, e difatti chiudono in vantaggio per 19 a 13 il primo periodo.
La soluzione preferita dall’attacco Heat è rappresentata nuovamente dal talento offensivo di Chris Bosh, ritrovato anche da un punto di vista motivazionale. Il texano in maglia Heat, difatti, offre nuovamente dei buoni spunti, tanto da produrre, unitamente a Mario Chalmers, l’ulteriore allungo per il primo consistente vantaggio della gara per gli Heat, avanti di 11 punti dopo 3 minuti dalla ripresa del gioco. I padroni di casa sciorinano ancora un’ottima intensità difensiva, presupposto necessario per tenere lontano i Sixers, ma anche condizione per colpire in attacco, sfruttando le capacità dei singoli in penetrazione, ma trovando soprattutto in Chris Bosh ancora un esecutore micidiale e determinato. Subito dopo la metà del periodo, grazie a due canestri realizzati da LeBron James, Miami si porterà avanti di 14 punti, determinando ancora l’ennesimo time out degli ospiti. Per inciso, permettetemelo di dirlo, Joel Anthony ancora una volta, ha cambiato a nostro favore l’equilibrio del match…
L’attacco dei Sixers ristagna nella capacità difensiva dei padroni di casa, ed è tenuto in piedi solo da Evan Turner e dal dinamismo di Thaddeus Young. Miami, senza nemmeno troppe difficoltà, procede agevolmente nella sua opera, temporaneamente interrotta dallo scadere del secondo periodo e suggellata dalla tripla di Mike Bibby che vale il vantaggio di 49 a 31 per i padroni di casa.

Alla ripresa dalla pausa lunga, sebbene i Sixers mostrino più motivazioni ed attenzioni in difesa, sono ancora gli Heat ad amministrare concretamente la gara: l’impressione che si ha stavolta, è quella che sia LeBron James a salire di colpi e d’intensità, poichè bravo non solo a sacrificarsi in difesa, ma anche a colpire con astuzia la frastornata difesa ospite. La sensazione avutasi, viene poi confermata in toto dal prosieguo del match: è la stella ex Cavs difatti a dominare la scena dopo la metà del quarto, mandando letteralmente in visibilio il pubblico amico con giocate frutto di un talento offensivo sconfinato. Sotto i colpi di LeBron James, i Sixers sembrano abbandonare ogni istanza di rimonta prima ancora che venga giocato il quarto conclusivo. Miami difatti chiude il periodo avanti di 23 punti, stavolta dando davvero l’impressione di aver definitivamente fatta propria la gara.
L’ultimo periodo è meramente semplice gestione del vantaggio acquisito nei minuti precedenti. Prosegue difatti sulla scia di quanto finora visto, Miami riprende quasi sadicamente ad intensificare la capacità difensiva e la produzione offensiva, raggiungendo il massimo vantaggio di 28 punti, grazie ancora ad un canestro di Chris Bosh. Dopo un piccolo parziale di 6 a 0 realizzato dai Sixers a metà del periodo, gli Heat definitivamente portano in cantiere la vittoria, regalando gli ultimi minuti del match alle giocate dei giocatori meno impiegati. Con il risultato finale di 94 a 73, Miami allunga su Philadelphia, portandosi sul 2 a 0 nella serie.

La determinazione e la voglia di vincere degli Heat stavolta è stata visibile fin da subito, ed è perdurata per tutto l’incontro. A differenza di gara 1, dove i Sixers avevano trovato modo per mettere in difficoltà la difesa di casa, stanotte si è avuta l’impressione che si sia lavorato tanto sui dettagli e sulle difficoltà avute sabato scorso. Ancora una volta, con Joel Anthony e Mario Chalmers in campo, gli Heat hanno trovato il loro giusto assetto contro l’attacco ospite, poi LeBron James ha fatto il resto… Da rimarcare anche la capacità di sacrificio dei big in difesa, e la solidità offensiva mostrata nuovamente da Chris Bosh. Tuttavia, se proprio dovessi indicare il giocatore determinante per la serie, ad oggi non esiterei minimamente ad attribuire il premio al nostro taglialegna canadese, Joel Anthony.

Una copertina meritata per Joel Anthony...

BOXSCORE MIAMI. PUNTI: James 29, Bosh 21, Wade 14. RIMBALZI: Bosh 11, James 7. ASSISTS: James 6. STOPPATE: Anthony 3.

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