Heat 97 – Sixers 91. Archiviati i Sixers, sotto con i Celtics adesso…
L’evitabilissimo ritorno all‘American Airlines Arena, dopo i rimpianti patiti per gara 4, rappresentava per i Miami Heat la giusta occasione per far propria definitivamente la serie ed avvicinarsi, senza nemmeno troppe problematiche tecniche, all’eterno scontro contro i rivali Celtics. L’attenzione degli uomini di casa era tutta incentrata sull’approccio al match, non sempre ottimale nelle precedenti apparizioni contro i Sixers, e sulla redditività nella gestione dei possessi cruciali nei minuti finali dei singoli game. Ci si aspettava dunque fin da subito grande determinazione ed aggressività da parte di Lebron James e compagni, specie nell’intensità difensiva, fin qui ad intermittenza costante, vera e propria chiave dei successi degli Heat.
Partiamo quindi con la cronaca del match.
Ancora una volta, sono tante, forse troppe, le difficoltà dello starting five degli Heat nel contenere la vivacità dei Sixers, che con Jodie Meeks ed Elton Brand palesano subito le manchevolezze della difesa avversaria. Il primo parziale è quindi in favore di Philadelphia, avanti a condurre nel risultato per 13 a 4. Nuovamente sostituiti, forse bocciati, gli evanescenti Mike Bibby e Zydrunas Ilgauskas, in luogo di Mario Chalmers e Joel Anthony. I nuovi Heat ci mettono un po’ ad adattarsi all’intensità degli ospiti, ma la bontà del nuovo assetto viene poi confermata dopo la metà del quarto: sotto di 10, Miami piazza un terrificante break di 11 a 0, sotto i colpi di uno scatenato Mario Chalmers e di Dwyane Wade. I Sixers trovano invece la strada verso il canestro avversario del tutto sbarrata: saranno difatti 5 i punti realizzati dagli ospiti negli ultimi 6 minuti del primo periodo. Gli Heat, di contro, allungano ancora ed ulteriormente grazie ad una tripla di James Jones, ed ad un’altra invenzione da dietro l’arco di Mario Chalmers, sullo scoccare della sirena, per il +4 Miami.
Il secondo periodo invece si riapre con il pareggio dei Sixers, audaci nel trasformare in transizioni offensive le brutte soluzione scelte dai padroni di casa. Dwyane Wade, però, rientrato in partita, riporta consapevolezza al gruppo, guidando nuovamente i suoi al nuovo vantaggio. I Sixers però restano ancora in scia, grazie ad Evan Turner ed Elton Brand, pur essendo tuttavia ancora in svantaggio al termine della prima metà di gioco. Ancora sospinta da Wade, difatti, Miami chiuderà avanti di 3 punti il secondo periodo di gioco.
La novità della ripresa è rappresentata dalla condivisibile decisione di Erik Spoelstra di riproporre ancora Chalmers ed Anthony. Gli Heat però faticano a tenere a bada l’intraprendenza dei Sixers, e nonostante la discreta prestazione al tiro dai 3 punti e la ritrovata vena realizzativa di Chris Bosh, il risultato stenterà ancora a decollare in favore dei padroni di casa, che si porteranno addirittura in svantaggio subito dopo la metà del periodo. La reazione però non esita ad arrivare. I protagonisti, sempre i soliti noti: Chalmers e Wade, ai quali si aggiungerà anche LeBron James nel finale, che regalerà il vantaggio al pubblico di casa in chiusura di periodo. Nonostante un ritrovato Andre Iguodala, i Sixers chiuderanno infatti la frazione sotto di 5 lunghezze.
L’attacco dei padroni di casa è ancora supportato dalle invenzioni e dal talento di Dwyane Wade: è l’asso di Miami difatti a guidare le danze in apertura di periodo, concretizzando in penetrazione e regalando l’assist a James Jones per il nuovo +8. Dopo l’ingresso in campo anche di LeBron James, gli Heat sembrano voler tramortire definitivamente le ostilità avversarie: assist del Prescelto per la comoda tripla di Dwyane Wade, per il +10 Miami. I padroni di casa amministrano a dovere il vantaggio per gran parte dei minuti centrali del periodo, ancora condotti dal capitano in maglia numero 3, immarcabile, incontenibile per gli ospiti… Così come avvenuto però in tante altre occasioni, gli Heat si rilassano sul più bello, ossia proprio quando gli esiti della gara sembrano voler premiare definitivamente gli sforzi prodotti. I Sixers, difatti, guidati da Andre Iguodala e dalla compiacenza di Thaddeus Young, piazzano un parziale di 10 a 4, riportandosi sotto di 2 lunghezze a 2 minuti dal termine. Gli Heat sembrano frastornati, cominciando nuovamente a far confusione in attacco. Dopo 2 punti vitali realizzati dalla lunetta da Chris Bosh, Philadelphia trova con Iguodala ancora un canestro in jumper che la condurrà ad un punto di distacco da Miami, con ancora 36 secondi da giocare. Gli spettri di gara 4 sembrano nuovamente materializzarsi per gli Heat nei secondi finali, a causa della sciagurata gestione offensiva. Stavolta però, stante la difficoltà di realizzazione di Wade e Chalmers, il possesso decisivo viene recapitato al liberissimo Joel Anthony, fermato tuttavia dal fallo di Meeks: impeccabile anch’egli dalla lunetta, per il nuovo + 4 Miami. I Sixers, invece, affidano la palla ad Iguodala. La stella degli ospiti stavolta sbaglia, consegnando difatti la vittoria della partita e della serie agli Heat. I successivi punti di Dwyane Wade, difatti, suggelleranno il successo finale di Miami per 97 a 91.
Con le unghia e con i denti stavolta abbiamo fatta nostra la gara, nonostante le resistenze infinite dei Sixers. Le solite difficoltà incontrate in questa serie contro Philadelphia, si sono manifestate irrimediabilmente anche stanotte. Ancora male in apertura di gara, dove stavolta tuttavia non è mancata l’aggressività difensiva, ma la scarsa abnegazione dei singoli. Brutta anche la gestione della palla nei minuti finali, dove ancora una volta, abbiamo sprecato tutto il vantaggio accumulato, compromettendo nuovamente gli esiti del match.
Si è parlato fin qui sempre di uno scarso approccio mentale alla gara; il problema per me è sempre stato nei singoli. Non voglio colpevolizzare eccessivamente Bibby ed Ilgauskas, che forse per caratteristiche si sono adattati male al gioco dei Sixers, ma con Chalmers ed Anthony al musica è sempre cambiata a nostro favore durante tutta la serie. Forse sarà solo una questione di predisposizione e di caratteristiche individuali, ma l’energia e l’incisività offerta da quest’ultimi è stata determinante, a partire già da gara 1. Contro i Celtics credo che Spoelstra opterà nuovamente per i veterani nello starting five, sperando possano trovarsi più a proprio agio contro un attacco non troppo energico come questo dei Sixers…
In conclusione, e non per piaggeria, vanno attribuiti grossi meriti alla truppa guidata da Collins, ed allo stesso coach di Philadelphia. I Sixers, difatti, hanno dimostrato grandi qualità, quali il talento dei singoli, una struttura di gioco efficace ed una combattività, non comune alle squadre più giovani. Un manipolo di ragazzi interessanti, guidati da un coach carismatico ed affidabile…
BOXSCORE MIAMI. PUNTI: Wade 26, Bosh 22, Chalmers 20, James 16. RIMBALZI: Wade 11, Bosh 11, James 10. ASSISTS: James 8, Wade 7.
Note a margine: Mike Miller ancora fuori dalle rotazioni di coach Spoelstra. Gara 1 con i Celtics è fissata per domenica alle 9 e 30, orario italiano.

