Heat vs Mavericks, 5 anni dopo.

Alzi la mano chi pensava anche solo 2 mesi fa ad un finale NBA Miami vs Dallas.

Il remacht delle prima sfida andata in onda 5 anni fa, scenario di uno dei drammi/miracoli sportivi più sorprendenti della storia del basket professionistico americano.

Un lustro nello sport equivale a una era geologica, di acqua sotto i ponti ne è passata e ripassata, di quelle due squadre sono rimasti solo in 5, Dwyane Wade, Udonis Haslem, Jason Terry, Dirk Nowitzki e Erick Dampier, allora centro dei Mavs.

Per certi versi, escluso Dampier, sono rimasti i giocatori simbolo di quelle 6 tremende partite.

Dallas e Miami sono le due squadre del destino di questa stagione NBA, che hanno legittimato il loro accesso alle Finals con delle serie di Play-off quasi speculari: si sono sbarazzate al primo turno di due squadre insidiose rodando i meccanismi per la serie successiva, che ha instillato il loro la consapevolezza di poter arrivare fino in fondo.

Hanno rispettivamente eliminato Lakers e Celtics, ovvero le ultime due finaliste NBA, le sfide da cui devi necessariamente passare per capire il tuo reale valore.

Lo sweep ai danni di campioni uscenti e lo scontro generazionale tre le coppie di Big Three le hanno rese sicure e fiduciose nei loro mezzi per arrivare a giocarsi le finale di Conference contro le due squadre emergenti e rivelazione della stagione, Thunder e Bulls.

Un 4-1 figlio di tanti fattori, dall’esperienza, alla completezza, al talento, alla lucidità, perchè no, al lavoro sottotraccia dei due coach, tra i più discussi della stagione anch’essi alla ricerca della consacrazione.

LeBron James, Dwyane Wade, Chris Bosh, Udonis Haslem, Jason Terry, Jason Kidd, Dirk Nowitzki, Shawn Marion, Tyson Chandler, saranno i protagonisti di una serie che si appresta a diventare epica, con tutto il romanticismo della possibile vendetta dei Mavericks, che hanno aspettato una vita cestistica prima di avere la seconda occasione, forse l’ultima per i suoi giocatori simbolo.

Wade vs Kidd, uno scontro che promette scintille.

Sono due squadre al top della forma, che durante la stagione regolare sono andate in netto crescendo, passo dopo passo, gradino dopo gradino, superando difficoltà, pressioni, rivalutando e rivalutandosi.

Non sarà una classica come Boston vs Los Angeles, ma si appresta ad essere la serie più equilibrata degli ultimi anni, per certi versi indecifrabile, sicuramente entusiasmante.

Dove sta la fregatura? Che solo una squadra vincerà l’anello.

Dallas ovviamente avrà il supporto morale di milioni di fans che ancora si sentono traditi dalla scelta di LeBron James di portare il suo talento a South Beach. Se lo merita, non tanto per la crociata contro l’ex Chosen One, quanto per la struggente verità che Jason Kidd un anello di campione del mondo se lo meriterebbe sul serio, lo stesso dicasi per il biondino tedesco autore di prove mirabolanti in questi play-off che ne hanno riabilitato l’immagine di trascinatore, qualora ce ne fosse realmente stato bisogno.

La maledizione del vincere l’anello a tutti i costi per essere considerato vincente, è un dogma che mi piacerebbe veder abbattuto.

Da un lato sarei ovviamente dispiaciuto per un titolo accarezzato e perso, ma una parte di me saprebbe accettare di buon grado la resa verso questi due giocatori.

Speriamo di divertirsi.

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