Wolves 101 – Heat 103: poche luci nella vittoria di Minneapolis.

Al Target Center di Minneapolis i Miami Heat erano chiamati nella notte a dare il giusto seguito alla striscia di vittorie conseguite nelle prime tre gare ufficiali di NBA. Nonostante il compito non fosse dei più semplici da realizzare, alla luce delle difficoltà incontrate contro la fluidità offensiva degli uomini di Rick Adelman, Dwyane Wade e compagni hanno fatto propria una gara ampiamente in bilico fino agli ultimi possessi del match.

Ancora una volta è stata ragguardevole nelle cifre  la prestazione di LeBron James, autore di 34 punti ed impreziosita da 10 assists ed 8 rimbalzi. L’asso di Miami è stato per lunghi tratti della gara il punto di riferimento offensivo degli Heat che però, nuovamente, hanno trovato in Dwyane Wade l’eroe finale per la conquista dell’intera posta in palio.

Il ritmo basso impartito dagli uomini di casa è congeniale, nei primi minuti del match, alle folate offensive in transizione guidate da LeBron James, assoluto protagonista del periodo.

Nonostante la buona produzione offensiva garantita da Kevin Love, gli ospiti sembrano in controllo del match già dopo la metà del quarto, grazie ad una buona pressione difensiva, snodo essenziale per il sistema d’attacco tanto caro a coach Spoelstra.

Nemmeno l’ingresso in campo di Ricky Rubio desta i Wolves dal torpore iniziale manifestatosi nell’intero  periodo ed evidenziatosi nel risultato con l’ampio svantaggio maturato già dopo i primi 12 minuti di gioco.

L’atteggiamento difensivo degli uomini di Adelman risulta ancora essere poco apprezzabile alla ripresa del gioco e propedeutico solo agli Heat per consolidare le buone indicazioni, stavolta sotto i colpi di Norris Cole.

Quando tutto sembra far presagire il meglio per Miami, ecco la sorpresa che non t’aspetti. Il solito problema rappresentato da Kevin Love sembra assumere dimensioni pericolose sull’inerzia della gara specie quando, a coadiuvare il prodotto di UCLA, si aggiungono le ottime produzioni offensive di Anthony Randolph e la straordinaria capacità di Ricky Rubio di alzare il ritmo offensivo del suo team.

Gli Heat, assolutamente in confusione, dilapidano nell’intero quarto l’ampio vantaggio, chiudendo addirittura sotto nel risultato dopo la prima metà di gara.

Nonostante la qualità d gioco non eccelsa prodotta nell’intero terzo periodo, gli Heat ritrovano il vantaggio, grazie ad un’accettabile organizzazione difensiva che permette di aprire il campo agli attacchi di James ed ai piazzati di Chris Bosh, in verità piuttosto in difficoltà nel contenere la caparbietà a rimbalzo di Love. Gli Heat allungano nuovamente sul +7, senza però tuttavia garantire quel controllo del match che vedrà nell’ultimo periodo la nuova rimonta dei Wolves.

I padroni di casa, difatti, trovano nuovamente in Rubio l’attore ideale per alzare ritmo e capacità offensiva. A beneficiarne della vena dell’ex Barca stavolta ci sono Wayne Ellington e Derrick Williams che garantiscono punti essenziali specie per riportare l’equilibrio nel match.

Stante le notevoli difficoltà nel costruire gioco, gli Heat, ancora una volta si affidano all’immenso talento dei singoli ed al sacrificio difensivo di uomini chiave quali Shane Battier ed Udonis Haslem. E’ di nuovo Dwyane Wade a suonare la carica per i suoi, realizzando i canestri decisivi di un match incerto fino agli ultimi secondi di gioco. Il lay up di Flash, su gentile omaggio di James, difatti regalerà la vittoria agli Heat che, con pochi meriti e senza convincere nella prestazione, chiudono col punteggio di 103 a 101.

Ottima prestazione nei numeri per LeBron James nel giorno del suo 27mo compleanno.

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