Heat 89 – Clippers 95

Seconda sconfitta consecutiva per gli Heat, che aprono così la loro prima striscia negativa della stagione, perdendo a domicilio dei Clippers all’overtime, appena 24 ore dopo l’altra sconfitta, sempre all’overtime contro i Warriors.

Di fronte a Billy Cristal, tifoso Clippers non dell’ultima ora, Miami ha consumato l’ennesimo dramma della sua stagione, giocando un quarto periodo disastroso, in cui emerge la prova ancora più disastrosa dei Big Three, autori di un 3/8 complessivo dal campo nel quarto decisivo.

I Clippers invece festeggiano, segnando una tacca importante alla loro stagione, con Chris Paul autentico mattatore della partita con i suoi 27 punti e 11 assist.

Reduci da un overtime, Miami si presenta a Los Angeles con le gambe un po pesanti, ma ciò non sembra impensierire la truppa di Erik Spoelstra che nel primo tempo gioca il suo classico basket sciolto, in transizione, e con la testa libera.

E’ nel terzo periodo che Miami inizia la sua parabola discendente, ed è questo il momento in cui i Clippers iniziano altresi al alzare il livello della loro prestazione.

Un assist di Paul per una schiacciata di DeAndre Jordan permette ai Clippers di chiudere il terzo periodo in vantaggio per 70-69, all’interno di un parziale positivo di Los Angeles inspirato proprio da Paul e Caron Butler.

L’ultimo quarto è una guerra, Miami parte bene, ma poi si blocca, non riuscendo più a segnare dal campo negli ultimi 7:32 minuti.

Gli unici punti gli Heat, li segnano dalla lunetta, ma non basta, perchè il computo totale parla di un angosciante 20/34 a cronomentro fermo, incluso l’imbarazzante 9/17 di LeBron James che festeggia con amarezza la sua 200° doppia-doppia in carriera.

Sull’ultimo possesso dei regolamentari Paul non converte il canestro della vittoria e per la seconda volta consecutiva gli Heat agguantano l’overtime.

Overtime in cui crollano definitivamente segnando un solo canestro, per giunta di Mario Chalmers da tre punti, e in cui i Clippers segnano 9 punti sfruttando l’esplosività di DeAndre Jordan, autore di 4 punti pesanti.

Miami ha da recriminare su un paio di chiamate dubbie arbitrali e con una di esse, una stoppata irregolare di Jordan a 48 secondi dal termine con Miami sotto di 3 punti, coach Spoelstra perde le staffe e si fa espellere poco dopo.

Per gli Heat l’overtime è un campo minato, con i Big Three che continuano a sbagliare tiri e scelte, il cui risultato è un 1/10 dal campo, con James autore di tre errori che danno il via allo strappo siglato dai Clippers che vale la partita con Butler protagonista.

LeBron scherza con Paul prima della palla a due.

 

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