Heat 120 – Kings 108. Avanti tutta!

Nuovamente all’ American Airlines Arena dopo il convincente successo contro i Magic, i Miami Heat si sbarazzano nel quarto periodo della zona e della spavalderia dei Sacramento Kings, consolidando la propria posizione ai vertici della Eastern Conference.

Sebbene la gara non sia stata delle più agevoli, così come invece avvenuto nelle ultime recenti vittorie, Miami è riuscita ugualmente a fare propria l’intera posta in palio, evidenziando nel quarto periodo la solita maiuscola prestazione difensiva ed al contempo un temperamento ed una lucidità finalmente ottimali.

I Kings, presentatisi in Florida non nel migliore momento dell’anno, hanno messo in evidenza però tutto il loro atletismo, trovando risposte efficaci in attacco da Isaiah Thomas, Tyreke Evans e dal solito Marcus Thornton, e perpetrando ad oltranza una difesa a zona che solo parzialmente ha riscosso buoni dividendi.

Nuovamente sugli scudi i comprimari allenati da Erik Spoelstra, con Mario Chalmers ad ergersi sugli scudi con 20 punti ed il 50% dal campo dalla lunga distanza. Ottimo nuovamente il contributo della panchina di Miami tanto in termini numerici, 32 punti, quanto in quello meramente prestazionale.

Straordinario ancora l’apporto di Dwyane Wade, autore di 30 punti e 10 assists a cui fanno eco i buoni numeri messi insieme da Chris Bosh, in doppia doppia, e LeBron James, che chiuderà con 18 punti ed 8 assists.

Incoraggiante l’approccio alla gara per i Kings, subito pericolosi con Jason Thompson e bravi a portarsi avanti sul 17 a 9 registrato a loro favore alla metà del periodo.

Miami però, contrariamente a quanto possa apparire, gioca un basket aggressivo, ribaltando le azioni con continui contropiedi.

Per effetto di un parziale di 11 a 2 messo a segno sulla base di tali presupposti, gli Heat si riappropriano del vantaggio, non trovando tuttavia il modo giusto per consolidarlo nei numeri.

Nonostante i tanti turnovers già refertati, gli ospiti controllano a dovere i tabelloni, vincendo quasi sistematicamente la lotta contro i lunghi di casa.

Nemmeno i tentativi dalla lunga distanza riescono a rappresentare una soluzione per Miami nei minuti finali del periodo, dove Sacramento, avvalendosi proficuamente del fattivo contributo di Tyreke Evans, autore anche del buzzer allo scadere, farà registrare il nuovo vantaggio di 6 punti.

I Kings continuano ad approcciarsi aggressivamente alla gara, riuscendo anche a contenere bene il ritorno dei padroni di casa.

In particolare è rigoroso e regolare il loro schieramento difensivo a zona che tuttavia comincia a subire piccole crepe con il nuovo ingresso in campo di LeBron James.

La stella di casa difatti è particolarmente inspirata nel ribaltare l’azione per le conclusioni dalla distanza di Mario Chalmers e Mike Miller; sarà addirittura devastante nei minuti conclusivi del tempo quando, con 2 stoppate consecutive riuscirà ad accendere gli animi dei presenti, letteralmente in visibilio per le successive spettacolari trasformazione di Dwyane Wade, protagonista con già 17 punti.

Su tali basi Miami piazza il nuovo break di 10 a 0, riappropriandosi della leadership, mitigata tuttavia nel finale da Marcus Thornton, anch’egli autore di 17 punti.

Saranno 4 le lunghezza da difendere per gli Heat dopo l’intervallo.

Alla ripresa delle ostilità gli Heat sembrano ben determinati ad appropriarsi dell’inerzia del match, mettendo subito a segno un parziale di 10 a 2 e portando a 12 i punti di vantaggio.

La sorpresa però è dietro l’angolo, e porta il nome di Isaiah Thomas; l’ultima scelta del draft 2011 si accende dalla lunga distanza, e ben coadiuvato da Tyreke Evans ricuce nuovamente lo svantaggio a soli 2 punti.

Sebbene Mario Chalmers e LeBron James provino nuovamente a condurre Miami avanti, anche sul +10, sarà ancora il piccolo dei Kings a riportare i suoi a contatto, di nuovo per effetto  di realizzazioni da tre: 5/5 per lui nel periodo dalla linea dei tre punti…

Ci vorrà il solito eccellente contributo dalla difesa per scardinare definitivamente gli equilibri del match.
Miami difatti, in apertura di quarto periodo, mette in mostra la sua parte migliore, togliendo ritmo ai tiratori avversari, lottando a rimbalzo e in generale lavorando egregiamente sotto ogni singolo aspetto.

Il terreno comincia a diventare fertile per i padroni di casa già dopo poco, quando Norris Cole e Mike Miller aprono la strada al nuovo parziale killer per gli Heat che si portano in un batti baleno sul +14.

I Kings sono alle corde, impotenti di fronte all’organizzazione difensiva dei padroni di casa, alla mercè delle volate offensive dei padroni di casa.

Quando si ripresentano in campo Dwyane Wade e LeBron James, formalmente avviene la conquista del match per Miami che, portandosi avanti anche di 18 punti, si aggiudicherà meritatamente  la gara nei minuti finali.

Vincono dunque gli Heat, col punteggio di 120 a 108.

Nuovamente maiuscola la prova di Dwyane Wade, costantemente oltre il 50% di realizzazioni dal campo nelle ultime 11 gare.

 

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