Bulls 96 – Heat 86
Prosegue il periodo nero per i Miami Heat, che dopo la sconfitta contro i Celtics perdono ancora, stavolta per mano dei Chicago Bulls, il secondo incontro di vertice consecutivo.
L’occasione era delle più ghiotte, data la pessima prestazione di Derrick Rose per i Tori dell’Illinois, che una partita da 25 minuti in cui sbaglia 12 tiri sui 13 tentati (l’unico canestro della gara segnato a metà 3° periodo) difficilmente la ripeterà.
Ma per i Bulls sono decisivi i punti di CJ Watson che surroga alla grande la scialba prova dell’MVP di regular season uscente, tra cui il canestro da tre dell’overtime, e le triple di Kyle Korver, formidabile tiratore che con il suo 5/6 dalla lunga distanza è una spina nel fianco per tutto il 4° periodo.
Sugli scudi anche la prestazione di Carlos Boozer, in doppia doppa con 19+11 e vera anima dei Bulls per tutto il primo tempo.
Sponda Miami ottima la prova di LeBron James, da 30 punti, 6 rimbalzi e 5 assist, ma sanguinoso è il suo jumper fallito a 40 secondi dal termine che avrebbe chiuso la partita e il seguente 1/2 alla lunetta che non permette agli Heat di avere due possessi di vantaggio all’ultima, decisiva azione e sopra le riga la gara giocata da Chris Bosh, autore di 20 punti, 4 stoppate e 8 rimbalzi che distribuiti durante tutto l’arco della partita.
Dwyane Wade a corrente alternata come troppo spesso succede negli ultimi tempi, in grado di segnare una quantità impressionante di punti in pochi minuti e di andare in rottura prolungata per decine di minuti consecutivi.

Wade in percussione
La chiave della partita è stato l’impatto della panchina dei Bulls il cui parziale recita 44-7 contro i colleghi/avversari, e le solite percentuali da tre punti concesse, molto spesso scagliate in situazioni a cui la difesa Heat deve trovare al più presto una soluzione, ovvero in transizione dopo un pessimo attacco o su secondi possessi per la difficoltà dei difensori di riaccoppiarsi con i tiratori avversari.
Su queste situazioni ci sarà molto da lavorare anche perchè è da tali azioni che Celtics e Bulls hanno costruito le loro vittorie nelle ultime due partite.
La partita in fine dei conti, overtime escluso, è stata intense e ricca di emozioni, con i due coach che hanno sperimentato le proprie rotazioni in vista di un ipotetica finale di conference, giocando una battaglia a scacchi che ha prodotto una serie di parziali e controparziali che nell’economia della gara hanno influito sull’equilibrio generale.
In particolare coach Spoelstra prova subito una mossa a sorpresa schierando Udonis Haslem in quintetto al posto di Ronny Turiaf per avere più dinamicità in difesa e scoraggiare i raddoppi su James e Wade che a inizio partita hanno spazi che sfruttandoli procurano il primo vantaggio Heat sul 10-2.
Dopo il torpore iniziale, in cui i Bulls trovano poca lucidità da Rose, Boozer suona la carica ai suoi segnando 7 punti consecutivi che non permettono la fuga agli Heat che ha in mano il pallino del gioco ma negli ultimi due minuti non riesce a capitalizzare permettendo a Chicago con una tripla di Watson, preludio di quella che verrà più tardi, di portarsi sotto di 3 punti al primo mini-riposo.
A cavallo del primo e secondo quarto ecco la Chicago che ti aspetti, che con le seconde linee (16 punti a 2 il confronto tre le due panchine fino a quel momento), sfruttando anche un quintetto con poco equilibrio proposto da Spoelstra, piazza un parziale di 11-2 che sigla il sorpasso e il cambio di inerzia sul 28-24 con ancora 9 minuti da giocare.
Chicago non molla anche nei successivi minuti trovando ancora in Boozer un terminale offensivo affidabile, sugli scarichi o raccogliendo palloni nella spazzatura tramutati in canestri e a 4 minuti dall’intervallo lungo il punteggio è 36-29 a sfavore degli Heat.
E’ una tripla di Mike Miller a 2 minuti sul cronometro a dare di nuovo il pareggio agli Heat sul 36-36 che viene imitato da James poco dopo per il 39-36 con cui Miami si riappropria della gara.
Il terzo periodo è contraddistinto da dei Bulls più lucidi, in grado con pazienza ed esecuzione di tenere testa a degli Heat molto più istintivi che si affidano esclusivamente ai Big Three per produrre attacco e situazioni a loro più congeniali.
Un altro canestro da tre di James e il 14° punto di Bosh segnano il +8 sul 50-42 dopo 4 minuti della ripresa che costringe Tom Thibodeau al timeout da cui i suoi ne escono tuttavia senza troppo impatto fino al 9° minuto del periodo in cui Miami ha la possibilità di creare una breccia all’interno della partita ma non la sfrutta sul +10.
In questo frangente Chicago ha l’energia e la concentrazione necessaria a procurarsi troppi secondi possessi che si tramutano in triple, di Rip Hamilton e di Luol Deng che riportano la partita in equilibrio sul 62-60 in favore Heat a fine periodo.
Nell’ultimo periodo vige l’equilibrio fino a che non scalda i motori a suon di triple Kyle Korver che prova a mandare in fuga i suoi sul 70-65 ma è solo un fuoco di paglia perchè James-Bosh-Wade recuperano in tre possessi consecutivi lo svantaggio firmando anche il sorpasso a 6 minuti dal termine.
La partita è equilibrata, le due difese sentono l’approssimarsi delle sfide dei playoff e salgono di livello.
Con tre minuti sul cronometro Kover e Boozer ispirano ancora i Bulls che vanno a +5 ma Wade non ci sta e da solo riporta i suoi Heat sotto di 1, 80-81 a 1:20 dalla scadere.
Sul ribaltamento di fronte Derrick Rose sbaglia l’ennesimo tiro della sua partita, che costringerà poi coach Thibodeau a panchinarlo per il resto della gara, mentre LeBron James con 49 secondi da giocare segna dall’angolo la tripla dell’ 83-81 a seguito di un tiro sbagliato di Wade e dal possesso tenuto in vita da Bosh.
I Bulls eseguono alla perfezione lo schema disegnato nel timeout ma il tiro di Deng si stampa sul ferro lasciando a Miami il pallone per chiudere la partita, con James che su assistenza di Wade con 15 secondi da giocare non trova il canestro.
Turiaf lotta a rimbalzo e riesce a rifugiarsi in una palla a due che premia gli Heat e manda LeBron James in lunetta che però fa 1/2, e non riesce a dare due possessi pieni di vantaggio a Miami sul 84-81 a 11 secondi dal termine.
Chicago ha la palla della vittoria e disegna uno schema per Korver che però per le attenzioni della difesa Heat non ha sbocchi ma Watson con 2 secondi da giocare pesca in jolly con una tripla mani in faccia e alquanto forzata sparata in step-back che manda in visibilio il pubblico dello United Center.
L”ultimo possesso dei regolamentari è di Wade che però dall’angolo non trova il canestro complice anche un ottima difesa di contenimento di Omer Asik che oscura la vallata al nativo appunto di Chicago.
Nell’overtime non c’è storia, Miami è alla frutta e non più lucida segnando solo 2 punti, mentre Chicago trova energie supplementari da TJ Gibson e ancora da Watson, fino alla tripla di Korver che chiude ogni velleità a 1 minuto dal termine.
