Recap: Heat 97 @ Timberwolves 81.
Dopo le fatiche della scorsa gara vinta al MSG, i Miami Heat erano attesi nella notte ad un dispendioso back to back, stavolta sul parquet di Minneapolis contro i locali Minnesota Timberwolves, privi ancora dei servigi di Pekovic, Love e Kirilenko, sconfitti in 21 delle 26 gare ultimamente disputate.
Al Target Center, contro una delle squadre meno in forma dell’intera lega, non è andata certamente in scena la versione migliore dei Miami Heat, forse a secco di energie fisiche e mentali dopo gli sforzi ed i sacrifici messi in campo nella scorsa notte, che, dopo aver condotto sapientemente il match per quasi tre quarti di gioco, sono stati costretti agli straordinari per mettere a tacere definitivamente la reazione degli uomini di Rick Adelman.
Fatto sta che i campioni in carica solo nel finale sono riusciti ad agguantare il quindicesimo successo consecutivo, vero e proprio record per la franchigia della Florida in 25 anni di storia, in un crescendo di emozioni nel periodo conclusivo dei regolamentari, dopo aver subìto il ritorno dei padroni di casa, prima di costringere loro definitivamente alla resa per i colpi assestati da Ray Allen e Dwyane Wade.
Stavolta, anche a causa del leggero infortunio al ginocchio per LeBron James, che non gli ha tuttavia impedito di essere arruolabile, a caricarsi l’onere di guidare la truppa di Erik Spoelstra alla vittoria ci ha pensato Dwyane Wade, autore di una prestazione a tutto tondo con 32 punti, 10 assists e 7 rimbalzi, cui non è bastata la staffetta difensiva predisposta dal coach dei Wolves per limitarne la straordinaria incisività.
Ecco la cronaca.
Dopo l’iniziale break messo a segno dai padroni di casa di 6 a 0 nei primi 3 minuti di gioco, gli Heat iniziano ad assumere nel migliore dei modi il comando delle operazioni, difendendo forte in area ed attaccando in maniera piuttosto efficiente in transizione o con soluzioni che privilegiano i puntuali tagli a canestro.
L’atteggiamento dei campioni in carica risulta essere soddisfacente anche nel secondo periodo e con il quintetto imbottito di comprimari.
A guidare le operazioni di gioco, Dwyane Wade, vera e propria spina nel fianco della difesa di casa, particolarmente inspirato anche per le continue assistenze ai compagni; a dargli manforte, il solido contributo regalato non solo in difesa da Chris Andersen, con 6 rimbalzi catturati e 6 punti messi a segno nella sola seconda frazione.
I Wolves tuttavia, riescono a limitare i danni ed a portarsi all’intervallo sotto di 9 lunghezze solo grazie alle realizzazioni di Derrick Williams ed agli assists distribuiti da Ricky Rubio, autore di un ottimo secondo periodo.
In avvio di ripresa, i campioni in carica si disimpegnano ancora una volta sapientemente sul parquet, stringendo la morsa difensiva nella propria area; il risultato, altro non è che l’ulteriore allungo registrato a favore degli ospiti, che volano via in contropiede in maniera piuttosto agevole specie con Dwyane Wade, bravo anche a battere in palleggio l’avversario di turno.
Avanti anche di 13 punti con 3 minuti da giocare ancora della terza frazione, gli ospiti iniziano a disfare quello che di buono costruito fin lì, subendo, attraverso palle perse e facili tentativi ingenuamente sbagliati, un parziale di 9 a 2 dei Wolves, architettato per l’occasione da Ricky Rubio, abile a riconquistare palle ed a guidare i contropiedi per i padroni di casa.
Minnesota, sotto in apertura di quarto periodo di 6 punti, tenta in tutti i modi di restare aggrappata al match e sembra finanche riuscirci grazie appunto alla fiducia ritrovata dopo l’ottimo finale di terzo periodo.
Tuttavia la scintilla che fa accendere di colpo le quotazioni degli Heat, la offre JJ Barea, piuttosto in difficoltà nel corso del match, che si libera in marcatura senza troppi complimenti di Ray Allen. Per gli arbitri, la condotta del portoricano è passibile di “flagrant two”, suscitando il malcontento ed i fischi del Target Center.
Da lì in poi, gli Heat architettano un break in proprio favore di 17 punti a 5, toccando il +18 a tre minuti esatti dal termine, proprio grazie alla seconda realizzazione dalla lunga distanza di Ray Allen, autore di 9 punti nel solo quarto periodo.
La partita finisce sostanzialmente lì, con lo sconforto totale dei padroni di casa che soccombono definitivamente col risultato di 97 a 81.
Consueto spazio intervista.
Conquistare un record per la propria franchigia, è un risultato gratificante per noi e per l’intera organizzazione dei Miami Heat. Siamo motivati a vincere ancora, non siamo concentrati sui record: il nostro solo obiettivo è scendere in campo per vincere
Queste le parole di LeBron James, che ha anche rassicurato tutti sulle condizioni del suo ginocchio.
BOXSCORE.
MIAMI HEAT.
PUNTI: Wade 32, James 20, Allen 13.
RIMBALZI: James 10, Bosh 9, Wade 7.
ASSISTS: Wade 10.
MINNESOTA TIMBERWOLVES.
PUNTI: Williams 25, Rubio 14. Shved 13.
RIMBALZI: Cunningham 11, Williams 10.
ASSISTS: Rubio 8.

